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LET’s SWING: Inizia l’Era dello Swing!

In piena crisi economica, e nonostante il Proibizionismo,  lo swing si fa strada in tutto il mondo. Gli anni 30 segnalano l´inizio della diffusione dello swing come genere definitiva dello jazz e sono sinonimo per l´era delle numerose Big Band. Musicisti giovani con nuove idee conquistano il campo musicale: Count Basie diventa regno di Kansas City e Duke Ellington fa il suo ingresso nel famoso Cotton Club di NY. Le orchestre di questi due maestri dello jazz con il loro stile contrapposto saranno ancora di guida per lo sviluppo dello jazz fino agli anni 40. Alcuni protagonisti della swing era da nominare in questo contesto sono Benny Goodman, Glenn Miller, Woody Herman e Artie Shaw.

Velocemente lo swing delle Big Band diventa il genere più popolare degli Stati Uniti: fino ad essere scoperto anche dai musicisti bianchi. Il genere swing si distingue per la sua sezione ritmica e la sua “pulsazione” tipica: il bounce, che crea una base ritmica che lascia spazio per le improvvisazioni dei solisti. In questo contesto, gli strumenti come il sassofono e la chitarra diventano sempre più importanti.

Nella swing era degli anni 30 e 40 esplode il ballo sociale danza Lindy Hop (anche conosciuto sotto il nome Jitterbug) che nasce a Harlem, New York, e si diffonde attraverso tutti gli Stati Uniti. Dopo la Liberazione 1945, il Lindy Hop imbarca finalmente anche in Europa e Italia dove nasce tutto un universo di cultura swing con le sue comunità che anche oggi non smettono di crescere.

A cura di Anne-Marie Baczynski
Crediti: Swingfever.it


SWING REVIVAL: IL RITORNO DELLO SWING

«Lei è Frankie Manning il ballerino?». «No, Frankie Manning il postino». Raccontano che sia andato più o meno così, negli Anni 80, il botta e risposta con colui che viene considerato l’ambasciatore del lindy hop, il ballo di coppia più amato dell’era swing. Mezzo secolo prima, Manning si dimenava nel leggendario Savoy Ballroom di Harlem, inventava coreografie per film diventati di culto come Hellzapoppin’ e portava questo ballo scanzonato, adrenalinico e anti-discriminatorio in giro per il mondo. Poi? Poi arrivò il rock ’n’ roll, che si prese la scena e relegò Manning in un ufficio postale. Fino agli Anni 80, appunto. Quando lo swing tornò, lentamente, a conquistare piazze e saloni danzanti per poi esplodere in un fenomeno planetario. Una febbre che ha contagiato Asia, Europa e Stati Uniti, dove nacque esattamente 90 anni fa. 

Il ballo del momento – sembra un paradosso – compie infatti 90 anni. Correva l’anno 1927 – si narra – quando chiesero a «Shorty» George Snowden, una delle icone del Savoy, cosa stesse danzando e lui rispose, in omaggio alla traversata atlantica di Charles Lindbergh: «Lindy Hop», il salto di Lindy. Un ballo che oggi fa scatenare il mondo: dalla Corea all’Italia passando per la Svezia, a cui gli appassionati riconoscono il merito di averlo riscoperto negli Anni 80.

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